Seminari limnologici

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Gli ultimi dieci seminari:


13/11/2018 Radames Bionda "La conservazione della biodiversità nelle Aree protette dell'Ossola"
06/11/2018 Alberto Orgiazzi "Biodiversità del suolo, dal DNA alla prima mappa europea"
16/10/2018 Nicoletta Ademollo "Dinamiche di microinquinanti organici persistenti ed emergenti negli ecosistemi marini polari"
09/10/2018 Enrico Zanoletti e Cristina Viani "Guida agli itinerari glaciologici italiani: tre percorsi tra Alpi Pennine e Lepontine"
04/10/2018 Lien Rodriguez Lopez "Efectos del incremento de radiacion UV sobre los ecosistemas dulceacuicolas"
12/09/2018 Paola Grenni "Effetti della contaminazione ambientale e valutazione dei servizi ecosistemici di regolazione forniti dalle comunità microbiche naturali"
24/07/2018 Luca Cavigioli "Le vipere e gli altri serpenti del VCO. Riconoscimento e casistica morsi"
17/07/2018 Nicola Silvestri "Come salvare il lago di Massaciuccoli (LU): il punto di vista dell'agronomo"
10/07/2018 Olga Mangoni "La comunità fitoplanctonica del Mare di Ross nell'Oceano Meridionale in cambiamento"
19/06/2018 Rosario Mosello, Massimo Carcione e Laura Puppieni "Le prime fasi dell'inquinamento del Lago d'Orta da documenti dell'archivio storico del CNR ISE e dal portale "I giornali del Piemonte"

13 nov. 2018 - Radames Bionda

20181113 Seminario Bionda

La conservazione della biodiversità nelle Aree protette dell'Ossola

Presenta: Radames Bionda

Ente di Gestione Aree Protette dell'Ossola (VB)

I parchi naturali dell'Alpe Veglia e Devero e dell'Alta Valle Antrona sono due aree protette alpine ricche di biodiversità, profondamente plasmate dall'azione dell'uomo e oggi sottoposte a importanti mutamenti, sia di tipo antropico che climatico e di conseguenza ambientale. In un contesto così dinamico la conservazione della biodiversità diviene una sfida formidabile, che non può prescindere da un costante monitoraggio delle sue componenti principali, in grado di fornire le informazioni per l'adozione di azioni mirate.

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06 nov. 2018 - Alberto Orgiazzi

20181106 Seminario Orgiazzi

Biodiversità del suolo, dal DNA alla prima mappa europea

Presenta: Alberto Orgiazzi

Joint Research Centre - Ispra (VA)
European Soil Data Centre (ESDAC)

Il suolo ospita una varietà di organismi incredibile. Si stima che un quarto della vita sul nostro pianeta si trovi sotto i nostri piedi. Molta di questa biodiversità rimane ancora sconosciuta, così come la sua geografia. Tuttavia, essendo un terzo dei suoli sulla Terra in stato di degrado, è molto probabile che lo sia anche la sua biodiversità. La pubblicazione nel 2016 del primo atlante globale della biodiversità del suolo ha mostrato come i servizi e benefici riconducibili alla diversità di vita nel suolo siano imprescindibili per consentire uno sviluppo sostenibile al nostro pianeta. Dalla produzione di cibo, attraverso l'impatto sulla crescita di piante, alla regolazione del clima, mediante l'effetto sui cicli biogeochimici, la biodiversità del suolo gioca un ruolo importante per il sostentamento del genere umano e il funzionamento degli ecosistemi. In questo contesto, si registra un crescente interesse, sia scientifico che politico, verso lo studio della distribuzione su larga scala della biodiversità del suolo. Le nuove tecnologie, basate sul sequenziamento di DNA direttamente estratto da campioni ambientali, consentono una qualità di analisi impensabile fino a pochi anni fa. Il progetto LUCAS (Land Use/Cover Area frame statistical Survey) Soil, il più vasto campionamento europeo di suolo coordinato dal Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea, sta lavorando alla prima mappatura della biodiversità del suolo in Europa. 28 nazioni, 1000 campioni di suolo fresco e 3 regioni bersaglio per il sequenziamento del DNA consentiranno di ottenere una prima stima della diversità di organismi del suolo nel vecchio continente. I dati ottenuti porteranno inoltre ad una migliore comprensione dello stato di salute dei suoli europei, favorendo lo sviluppo di strategie per la riduzione di possibili minacce e il potenziamento di nuovi campi di ricerca, quali l'ecologia dell'erosione del suolo e la conservazione della biodiversità del suolo. Non meno importante, LUCAS Soil contribuirà alla prima valutazione globale sullo stato della biodiversità del suolo.

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16 ott. 2018 - Nicoletta Ademollo

20181016 ademollo

Dinamiche di microinquinanti organici persistenti ed emergenti negli ecosistemi marini polari

Presenta: Nicoletta Ademollo

CNR IRSA, Istituto di Ricerca Sulle Acque, Roma

IThe polar regions are reported to be the final sink for semi-volatile organic contaminants, because of the long range global transport through air mass movements and ocean currents. The global change affect the formation and extension of sea ice and snow covering. The mechanism of ice formation/melting may impact the contaminant dynamics as well as the carbon cycle, the mobility of contaminants and biodiversity. Moreover, the list of chemicals found in Arctic ecosystems continue to increase and temporal trends have been reported for some current-use chemicals. Persistent organic pollutants (POPs) reach the Arctic by air mass movements, sea streams, and river flows. Because of its proximity to industrial areas in the Northern hemisphere, the Arctic has a high input of contaminants via long-range transport. In addition, the Arctic has been affected by human activity since long time because of its resource utilisation, including harvesting of living resources, mineral extraction, and the construction of military infrastructure. Moreover, there is concern about the possibility of coming oil prospection in the Greenland Sea and specifically in the area of interest for TUNU. Antarctica is a remote continent where volatile contaminants are transported mainly by air mass movements. Fractionation by condensation in cold environments has been proposed as a mechanism whereby POPs can reach polar regions. There, due to the low temperatures and winter darkness, POP degradation is very slow, thus ice can entrap POPs and release them in the environment through ice melting, where they enter the trophic webs, bioaccumulate in the tissues of organisms and biomagnify. The study of the composition of Dissolved Organic Carbon (DOC), the occurrence of organic contaminants, and the biodegradation capability of natural microbial communities is of strategic importance to describe the impact of allochthonous sources on the marine ecosystem. Anthropogenic impacts can change the quality of the natural DOC, with repercussions on the spread, persistence and bioavailability of allochthonous organic matter, including the fate and the toxic effects exerted by some POPs.

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09 ott. 2018 - Enrico Zanoletti e Cristina Viani

20181009 itinerari glaciologici

Guida agli itinerari glaciologici italiani: tre percorsi tra Alpi Pennine e Lepontine

Presentano: Enrico Zanoletti e Cristina Viani

Comitato Glaciologico Italiano

Il Comitato Glaciologico Italiano e la Società Geologica Italiana offrono, attraverso le nuove Guide Geologiche Regionali dal titolo "Itinerari Glaciologici sulle Montagne Italiane", un panorama dei ghiacciai italiani attraverso itinerari escursionistici e una parte introduttiva composta da note scientifiche. La guida è a carattere scientifico-divulgativo e non si rivolge soltanto agli esperti del settore, ma soprattutto agli escursionisti e agli appassionati di montagna con lo scopo di divulgare la conoscenza del glacialismo attuale e del passato e per accrescere la consapevolezza sul cambiamento climatico.
Trovano spazio nella Guida tre itinerari localizzati in Piemonte, tra le Alpi Pennine e Lepontine e che riguardano: i ghiacciai del versante valsesiano del Monte Rosa, il Ghiacciaio del Belvedere a Macugnaga e l'ambiente glaciale dell'Alpe Veglia. Questi verranno descritti ed illustrati nel corso del seminario a cura di alcuni degli autori che hanno collaborato alla realizzazione dell'opera.

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