30 ott. 2018 - Andreas Bruder

20181030 Seminario Bruder

Ecology of aquatic hyphomycetes and the role of biodiversity

Presenta: Andreas Bruder

Laboratory of Applied Microbiology, University of Applied Sciences and Arts of Southern Switzerland (SUPSI)

Aquatic hyphomycetes (or Ingoldian fungi) represent a group of microscopic fungi in well-oxygenated streams, mainly headwaters. As almost exclusive saprotrophs, principal ecological roles of aquatic hyphomycetes center on the decomposition of allochthonous plant litter, mainly leaves.
In this seminar, Andreas Bruder will take the opportunity to highlight the role of aquatic hyphomycetes in stream ecosystems. He will present and discuss examples of the role of biodiversity for the activity of aquatic hyphomycetes. These examples are drawn from recent field- and laboratory experiments. Due to the importance of the linked processes, he will also provide examples on the influence of leaf litter diversity on fungal activity. Some studies suggest that not only interspecific but also intraspecific diversity may influence aquatic hyphomycete sensitivity to environmental stressors and their performance when decomposing leaf litter. Detailed studies addressing this question require quantification of intraspecific diversity, which, however, is challenging at best with established approaches in fungal taxonomy. The final part of theseminar will be dedicated to a novel proteomic approach that we have been developing based on MALDI TOF mass spectrometry and which is addressing this challenge. Due to the broad range of ribosomal proteins analyzed simultaneously, this technique provides vast genomic information. It thus lends itself for detailed characterization and identification of fungal cultures and for quantification of inter- and intraspecific diversity.

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16 ott. 2018 - Nicoletta Ademollo

20181016 ademollo

Dinamiche di microinquinanti organici persistenti ed emergenti negli ecosistemi marini polari

Presenta: Nicoletta Ademollo

CNR IRSA, Istituto di Ricerca Sulle Acque, Roma

The polar regions are reported to be the final sink for semi-volatile organic contaminants, because of the long range global transport through air mass movements and ocean currents. The global change affect the formation and extension of sea ice and snow covering. The mechanism of ice formation/melting may impact the contaminant dynamics as well as the carbon cycle, the mobility of contaminants and biodiversity. Moreover, the list of chemicals found in Arctic ecosystems continue to increase and temporal trends have been reported for some current-use chemicals. Persistent organic pollutants (POPs) reach the Arctic by air mass movements, sea streams, and river flows. Because of its proximity to industrial areas in the Northern hemisphere, the Arctic has a high input of contaminants via long-range transport. In addition, the Arctic has been affected by human activity since long time because of its resource utilisation, including harvesting of living resources, mineral extraction, and the construction of military infrastructure. Moreover, there is concern about the possibility of coming oil prospection in the Greenland Sea and specifically in the area of interest for TUNU. Antarctica is a remote continent where volatile contaminants are transported mainly by air mass movements. Fractionation by condensation in cold environments has been proposed as a mechanism whereby POPs can reach polar regions. There, due to the low temperatures and winter darkness, POP degradation is very slow, thus ice can entrap POPs and release them in the environment through ice melting, where they enter the trophic webs, bioaccumulate in the tissues of organisms and biomagnify. The study of the composition of Dissolved Organic Carbon (DOC), the occurrence of organic contaminants, and the biodegradation capability of natural microbial communities is of strategic importance to describe the impact of allochthonous sources on the marine ecosystem. Anthropogenic impacts can change the quality of the natural DOC, with repercussions on the spread, persistence and bioavailability of allochthonous organic matter, including the fate and the toxic effects exerted by some POPs.

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09 ott. 2018 - Enrico Zanoletti e Cristina Viani

20181009 itinerari glaciologici

Guida agli itinerari glaciologici italiani: tre percorsi tra Alpi Pennine e Lepontine

Presentano: Enrico Zanoletti e Cristina Viani

Comitato Glaciologico Italiano

Il Comitato Glaciologico Italiano e la Società Geologica Italiana offrono, attraverso le nuove Guide Geologiche Regionali dal titolo "Itinerari Glaciologici sulle Montagne Italiane", un panorama dei ghiacciai italiani attraverso itinerari escursionistici e una parte introduttiva composta da note scientifiche. La guida è a carattere scientifico-divulgativo e non si rivolge soltanto agli esperti del settore, ma soprattutto agli escursionisti e agli appassionati di montagna con lo scopo di divulgare la conoscenza del glacialismo attuale e del passato e per accrescere la consapevolezza sul cambiamento climatico.
Trovano spazio nella Guida tre itinerari localizzati in Piemonte, tra le Alpi Pennine e Lepontine e che riguardano: i ghiacciai del versante valsesiano del Monte Rosa, il Ghiacciaio del Belvedere a Macugnaga e l'ambiente glaciale dell'Alpe Veglia. Questi verranno descritti ed illustrati nel corso del seminario a cura di alcuni degli autori che hanno collaborato alla realizzazione dell'opera.

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04 ott. 2018 - Lien Rodriguez Lopez

20181004 lopez

Efectos del incremento de radiacion UV sobre los ecosistemas dulceacuicolas

Presenta: Lien Rodriguez Lopez

Centro de Estudios Ambientales, Universidad de Concepción, Concepción, Chile

El declive del ozono estratosferico en la decada del 70 se convirtio en uno de los principales problemas globales.La disminucion de los niveles de este gas, con buenas capacidades de absorcion de radiaciones, conllevo al incremento de la dosis de irradiancia que llegaba a la superficie terrestre. Cada primavera austral en el Hemisferio Sur se forma un agujero en la capa de Ozono en la Antartida, como consecuencia de ello este hemisferio recibe mayor radiacion UV que el hemisferio Norte. Chile por su cercania geografica presenta condiones de radiacion extrema, representando un escenario experimental unico para estudiar que significa dicho aumento de radiacion para los ecosistemas y organismos acuaticos, ademas de los altos niveles de radiacion que recibe por las posibles implicancias e incertidumbres que el cambio climatico generaria en este pais.

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12 set. 2018 - Paola Grenni

20180912 Grenni

Effetti della contaminazione ambientale e valutazione dei servizi ecosistemici di regolazione forniti dalle comunità microbiche naturali

Presenta: Paola Grenni

CNR IRSA sede di Roma

La contaminazione degli ecosistemi acquatici e terrestri è una problematica complessa legata alla co-presenza di diverse classi di contaminanti di cui alcuni normati e per i quali gli effetti tossici sono noti (es. pesticidi, PCB, idrocarburi policiclici aromatici, ecc.) e di altri (contaminanti emergenti) per i quali non sono stati ancora stabiliti i limiti di legge e le concentrazioni di effetto, come per esempio alcuni prodotti per la cura personale e i farmaci. Questi ultimi sono molecole altamente reattive anche a basse concentrazioni e la loro presenza può costituire un rischio per la salute dell'uomo e dell'ambiente per possibili effetti sub-letali. Gli ecosistemi hanno la capacità di rispondere alla presenza di contaminanti e di recuperare il loro stato di buona qualità attraverso il servizio ecosistemico di Regolazione, fornito principalmente dalle comunità microbiche naturali responsabili della loro biodegradazione. Infatti i microrganismi, grazie alla loro grande adattabilità e capacità di rispondere ai cambiamenti ambientali in tempi molto brevi, hanno un ruolo chiave nella degradazione dei contaminati, mostrando capacità di resistenza e di resilienza nei confronti dei contaminanti stessi. L'analisi delle comunità microbiche naturali permette di definire lo stato di qualità e la capacità potenziale di recupero naturale di un ecosistema, gli effetti della contaminazione multipla anche a concentrazioni residuali che possono non essere rilevate da analisi chimiche puntuali. Gli effetti diretti degli xenobiotici su una comunità microbica naturale si possono riflettere in cambiamenti nella sua struttura, in termini di perdita di biodiversità, con possibili conseguenze su importanti funzioni ecosistemiche. Allo stesso modo la presenza di contaminanti può indurre alcune popolazioni microbiche ad adattarsi e sviluppare capacità degradative nei loro confronti e la loro presenza può dunque essere considerata indicatrice di recupero, fornendo uno strumento di indagine utile a supportare i controlli analitici di routine.

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