15 gen. 2019 - Alex Laini

20190115 Seminario Laini

biomonitoR: an R package for calculating biomonitoring indices of running waters

Presenta: Alex Laini

Department of Chemistry, Life Sciences and Environmental Sustainability, University of Parma

Biomonitoring is crucial to assess and preserve the quality status of running waters. Following the implementation of Water Framework Directive, a multitude of indices has been developed targeting at the effects of different stressors on aquatic communities. However, the application of those indices is generally confined within the country in which they are developed, making the sharing of methods among researchers difficult. Our work aims to cover this gap by developing a package called biomonitoR for the free statistical software R.
The indices developed until now encompass different features of biotic communities such as diversity and evenness, sensitivity to stressors and functional indices based on fuzzy-coded biological and ecological traits. biomonitoR is still in development but is already downloadable (https://github.com/alexology/biomonitoR/) and testable. This project it is based upon work from COST Action CA15113 (SMIRES, Science and Management of Intermittent Rivers and Ephemeral Streams, www.smires.eu) supported by COST (European Cooperation in Science and Technology).

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18 dic. 2018 - Raffaella Balestrini

20181218 Seminario Balestrini

Fasce riparie, habitat e ritenzione dei nutrienti. Potenzialità per la gestione delle acque nei sistemi agrourbani

Presenta: Raffaella Balestrini

Istituto di Ricerca sulle Acque-CNR, Brugherio (MB)

Dati recenti sullo stato delle acque superficiali in Europa rivelano che oltre la metà dei fiumi monitorati non raggiungono lo stato ecologico "buono". Tra le pressioni principali, l'inquinamento diffuso derivante dalle pratiche agricole causa l'arricchimento di nutrienti e l'alterazione degli habitat fluviali. La concentrazione di nitrato nei corpi idrici europei è diminuito solo di circa il 12% nell'ultimo ventennio e gli scenari futuri indicano che la diminuzione dei carichi fluviali di azoto (N) e fosforo (P) che si prevede di raggiungere nel 2050 sarà insufficiente a evitare il rischio di bloom algali nelle acque costiere. Con l'obiettivo di sviluppare efficaci misure di mitigazione, molta attenzione è stata rivolta ai processi biogeochimici che avvengono naturalmente in porzioni dell'ecosistema fluviale e/o direttamente in alveo in grado di attenuare le concentrazioni dei nutrienti esportati a valle. Le fasce riparie, localizzate all'interfaccia tra ecosistema acquatico e terrestre, rappresentano un sistema tampone in grado di attenuare i carichi di contaminanti in ingresso nelle acque superficiali e sotterranee. I principali meccanismi biologici in grado di ridurre la contaminazione da nitrato sono l'assimilazione da parte delle comunità biologiche e la denitrificazione che rimuove definitivamente il nitrato trasformandolo in azoto molecolare gassoso. Diversi studi hanno altresì dimostrato che i processi che avvengono all'interno dell'alveo fluviali (processi "in-stream") possono condizionare in modo significativo il trasporto dei nutrienti a valle, soprattutto nei corpi idrici di piccole dimensione. In questo ambito verranno illustrate le metodologie applicate e i principali risultati ottenuti grazie a ricerche condotte nel reticolo idrografico minore della Pianura Padana. Gli obiettivi finali sono volti a fornire degli strumenti gestionali per la protezione e/o il risanamento dei sistemi fluviali in un'ottica di salvaguardia dei servizi ecosistemici offerti dall'intero bacino idrografico.

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11 dic. 2018 - Maria Belen Sathicq

20181211 Seminario Sathiq

Río de la Plata (Argentina) coastal estuarine system: phytoplankton composition and water quality assessment

Presenta: Maria Belen Sathicq

ILPLA - Instituto de Limnología "Dr. Raúl A. Ringuelet

Río de la Plata is a large temperate coastal plain estuarine system, located in South America between Argentina and Uruguay, with an area of 35500 km2. The freshwater zone of Argentinean coast of Río de la Plata, known as Franja Costera Sur, has great importance from a socio-economic perspective, with 12.8 million people living in Buenos Aires city and its metropolitan area. The high urbanization and industrialization level that concentrates on the inner zone of the estuary generates an input of pollutants that pose multiple threats to both, the biota and human health. Among these pollutants, nutrients and organic matter enter in the system through the waterways that cross the coastal cities, and the poorly treated effluent sewages. Their effects have been more evident in the past few decades, manifesting themselves with increasing trophic changes and the development of more frequent cyanobacterial blooms.
In this sense, changes in the phytoplanktonic composition are important indicators of the ecological condition and environmental health. During the last years, studies regarding phytoplankton were focused on exploring the structural and functional responses of the assemblages of the freshwater zone to the environmental changes, to assess the water quality and ultimately contribute to the decision making process required to improve the environmental status and the resource quality.

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04 dic. 2018 - Mauro Bernabei

20181204 Seminario Bernabei

La Basilica della Natività a Betlemme e altre storie di dendrocronologia

Presenta: Mauro Bernabei

CNR IVALSA - Trento

La dendrocronologia è la scienza che studia gli anelli di accrescimento degli alberi in relazione al tempo. Si basa sul principio secondo cui l'ampiezza dell'anello annuale è largamente influenzata dall'ambiente in cui la pianta è cresciuta, in particolare dal clima. La datazione dendrocronologica si ottiene confrontando gli anelli di accrescimento del campione da datare con una corrispondente cronologia di riferimento o master. La forza della datazione ottenuta in questo modo consiste nel fornire un cardine cronologico oggettivo e indipendente, noto anche come termine post quem, punto di partenza per ogni successiva analisi storica. Le cronologie di riferimento sono gli strumenti fondamentali per la buona riuscita delle datazioni: la loro estensione è passata dalle poche centinaia di anni del 2003, agli oltre 11000 di oggi, grazie ai campioni raccolti nei siti d'alta quota del Trentino. Nella presentazione saranno brevemente illustrate alcune applicazioni, tra cui le ricerche condotte sul Campanile di Giotto e sul Battistero di Firenze, gli studi eseguiti a Moregine/Pompei, sugli strumenti musicali della Collezione Cherubini presso il Museo dell'Accademia a Firenze e sulla Basilica della Natività di Betlemme. Infine, saranno presentati i risultati riguardanti gli anni 774 e 993 AD, quando si verificò un rapido aumento delle concentrazioni atmosferiche di radiocarbonio a livello planetario.

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20 nov. 2018 - Nicola Colombo, Franco Salerno, Michele Freppaz

20181120 Seminario CSF

Permafrost, rock glaciers e ghiacciai influenzano le caratteristiche fisiche e chimiche dei laghi d'alta quota (Alpi Occidentali)

Presentano: Nicola Colombo1, Franco Salerno2, Michele Freppaz1

(1) Università di Torino – DISAFA; (2) CNR IRSA Sede di Brugherio

Elementi della criosfera come permafrost, rock glaciers e ghiacciai sono in grado di influenzare le dinamiche fisiche e chimiche dei laghi d'alta montagna, specialmente nel contesto dell'attuale rapida evoluzione climatica. La degradazione del permafrost (terreno permanentemente congelato) può facilitare il rilascio di acque mineralizzate all'interno dei laghi a causa della fusione del ghiaccio sotterraneo e dell'incremento dei processi di weathering su superfici minerali recentemente scongelate. Analoghi processi avvengono nei ghiacciai rocciosi, che sono considerati come forme geomorfologiche indicatrici della presenza di permafrost con ghiaccio. Anche la fusione dei ghiacciai può comportare un incremento del contenuto dei soluti nelle acque superficiali a causa dell'aumento dei tempi di residenza delle acque all'interno dei sistemi idrologici glaciali e della recente esposizione di superfici minerali agli agenti atmosferici. In genere, gli effetti maggiori dell'evoluzione degli elementi criosferici sulle caratteristiche delle acque sono riscontrabili alla fine della stagione estiva e all'inizio dell'autunno, quando il contributo della fusione nivale è limitato o nullo. Pur essendo tali processi oramai evidenti, indagini su laghi d'alta quota caratterizzati da differenti condizioni criosferiche nei loro bacini sono rare e geograficamente limitate. Inoltre, pochi studi sono stati dedicati all'indagine della variabilità temporale della qualità delle acque di tali laghi durante la stagione estiva. In questo lavoro presentiamo i risultati di una ricerca multidisciplinare che ha avuto come obiettivo lo studio delle caratteristiche fisiche e chimiche di laghi d'alta quota ubicati nel sito LTER Istituto Mosso (Macrosito Ambienti d'alta quota delle Alpi Nord Occidentali) facente parte della Rete Italiana per la Ricerca Ecologica di Lungo Termine (LTER-Italia).

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