22 mag. 2018 - Federico Aulenta

20180522 Seminario Aulenta

Nuovi processi bioelettrochimici per il trattamento in situ di acque sotterranee contaminate da idrocarburi

Presenta: Federico Aulenta

CNR-IRSA Monterotondo, Roma

I trattamenti biologici per il risanamento di falde acquifere contaminate da idrocarburi si basano tipicamente sull'iniezione nell'acquifero di ossigeno (nel caso di biodegradazioni aerobiche), idrogeno (o substrati che rilasciano idrogeno attraverso fermentazioni, nel caso di biodegradazioni anaerobiche) e/o nutrienti (N, P). Questo approccio è frequentemente limitato dalla mancanza di strumenti per monitorare l'attività biologica nel sottosuolo e per controllare la distribuzione ed il consumo dei substrati aggiunti. Recentemente, l'IRSA-CNR ha sviluppato processi bioelettrochimici innovativi per il trattamento di acque contaminate da idrocarburi (clorurati e non), basati sull'impiego di elettrodi che, opportunamente introdotti all'interno dell'acquifero contaminato, agiscono come donatori o accettori di elettroni nella biodegradazione di inquinanti organici. Rispetto alle tecnologie di biorisanamento convenzionali, l'approccio bioelettrochimico proposto consente un maggior controllo sul processo biodegradativo, elevata efficienza e basso impatto ambientale. Ricerche in corso stanno valutando la possibilità di estendere l'approccio bioelettrochimico anche al trattamento di suoli e sedimenti contaminati.

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24 apr. 2018 - Sara Castiglioni

20180424 Seminario Castiglioni

Monitoraggio di farmaci e droghe d'abuso in acque reflue e di superficie:
contaminazione ambientale e stima dei consumi

Presenta: Sara Castiglioni

IRCCS - Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri" Milano

Presenza e destino ambientale di farmaci, droghe d’abuso e altri inquinanti emergenti sono stati studiati in ambiente acquatico in Italia. Queste sostanze sono state misurate in acque reflue, fiumi, laghi, acque di falda e potabili mediante tecniche avanzate di spettrometria di massa per caratterizzarne i livelli e la distribuzione. Il monitoraggio ha consentito di identificare le sostanze più abbondanti e persistenti e di seguirne il profilo di contaminazione nel tempo. La presenza ubiquitaria di questi contaminanti desta preoccupazione per potenziali rischi ambientali e per la salute umana che sono stati valutati nei casi specifici di studio. Una nuova metodologia è stata messa a punto recentemente per studiare il consumo di sostanze a partire dall’analisi di residui metabolici nelle acque reflue urbane. Tale metodologia si è rivelata utile per studiare gli stili di vita della popolazione quali il consumo di droghe, alcool, tabacco, farmaci e l’esposizione della popolazione ad agenti tossici ambientali e alimentari, tra i quali l’esposizione a pesticidi e a micotossine con la dieta.

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17 apr. 2018 - Raoul Manenti

20180417 Seminario Manenti

Crescere nell'oscurità: fattori che favoriscono la deposizione in ambienti acquatici sotterranei da parte della salamandra pezzata (Salamandra salamandra)

Presenta: Raoul Manenti

Università degli Studi di Milano

La salamandra pezzata è un anfibio urodelo piuttosto diffuso in Europa. Solitamente legato ad aree boschive più o meno estese, è in grado di utilizzare per la deposizione delle larve diverse tipologie di ambiente umido. Solitamente la salamandra pezzata utilizza ruscelli, torrenti e ambienti sorgentizi. Tuttavia sono noti numerosi casi di deposizioni in ambienti sotterranei, sia naturali sia artificiali. Da diversi anni il gruppo di ricerca del Dott. Manenti ha cominciato a studiare diversi fattori che possono essere coinvolti nel favorire la colonizzazione degli ambienti sotterranei da parte di questa specie, confrontando l'etologia e l'ecologia di diverse popolazioni di larve ipogee con quelle dell'ambiente epigeo più vicino. Innanzitutto è stato osservato come la scelta di ambienti ipogei per la riproduzione sia legata a specifici fattori ecologici e assolutamente non casuale. Inoltre è stato verificato come le larve di grotta siano più abili di quelle di ruscello a catturare prede in condizioni di totale oscurità e come siano più plastiche nel modificare la propria strategia di foraggiamento a seconda delle condizioni di luce e oscurità. Anche a livello di risposte antipredatorie, aggressività intraspecifica e morfologia sono stati osservati pattern interessanti che consentono di ipotizzare sia un importante ruolo della plasticità fenotipica, sia la presenza di possibili adattamenti locali nel favorire l'utilizzo degli ambienti acquatici ipogei.

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20 mar. 2018 - Mathias Mayer

20180320 Seminario Mayer

Forest disturbance and climate change – effects on the carbon cycle

Presenta: Mathias Mayer

Co-authors: Bradley Matthews, Hans Sandén, Boris Rewald, Christoph Rosinger, Helmut Schume, Taru Sandén, Sari Stark, Lars Ola Nilsson, Jane Uhd Jepsen, Piippa Wäli, Norbu Wangdi, Kuenzang Om, Cheten Thinley, Dorji Drukpa, Tshewang Dorji, Andras Darabant, Purna Bdr. Chhetri, Iftekhar Uddin Ahmed, Christina Lynn Staudhammer, Robert Jandl, Andreas Schindlbacher, Peter Hietz, Georg Gratzer, Douglas L. Godbold, Klaus Katzensteiner

Institute of Forest Ecology, Universität für Bodenkultur (BOKU), Wien, Austria

Storms, insects and droughts can significantly affect the carbon (C) cycle of forest ecosystems and its feedback to the atmospheric system. As disturbances and extreme weather conditions are projected to intensify under climate change, this might have drastic effects on the C sink potential of forest ecosystems. Our understanding of how C fluxes and stocks respond to different disturbances and climatic extremes is, however, far from complete. In this presentation, studies on the effects of windthrows, insect infestations and severe drought events on the forest C cycle will be presented. Dr Mayer will show how he and his group investigated C fluxes and its underlying mechanisms using a range of field (e.g. flux chambers, eddy covariance) and laboratory (e.g. enzyme assays) measurement techniques. Results from mountainous forest test sites in the Austrian Alps, from moth-disturbed birch stands in the subarctic Tundra of Scandinavia, and from a monsoon-failure experiment in the Himalayas of Bhutan will be presented.

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13 mar. 2018 - Stefania Chiesa

20180313 Seminario Chiesa

La vongola verace filippina Ruditapes philippinarum:
aspetti genetici, fisiologici, biochimici ed ambientali legati alla sua diffusione e sfruttamento negli ambienti di transizione

Presenta: Stefania Chiesa

Università Ca Foscari Venezia

La vongola verace filippina Ruditapes philippinarum (Adams and Reeve, 1850) è un bivalve bentonico appartenente alla famiglia Veneridae. La specie, originaria dell'area Indo-Pacifica, è stata introdotta in numerosi paesi europei a partire dagli anni '70 e '80 del secolo scorso, a scopo di pesca ed acquacoltura. In Italia, la specie è stata introdotta nel 1983 nella Laguna di Venezia (località Chioggia) e successivamente in numerose altre lagune costiere dell'Alto Adriatico. Ad oggi, la vongola verace filippina è considerata a livello globale una delle specie di molluschi dal più elevato valore commerciale; la Cina rappresenta il primo paese produttore, seguita dall'Italia. Tuttavia, nonostante l'elevato valore economico e l'ampia distribuzione, alcuni aspetti legati alla biologia della specie, al suo impatto sugli ecosistemi nei quali è stata introdotta, alla tracciabilità e sicurezza della sua produzione rimangono largamente inesplorati. Il seminario presenterà quindi una sintesi di dati multidisciplinari, raccolti negli ultimi anni in diversi ambienti di transizione europei (Atlantici e Mediterranei), grazie alla collaborazione tra numerosi gruppi di Ricerca. Tali ricerche hanno riguardato (i) la variabilità genetica, i pattern di invasione e la sua ibridazione con la specie nativa; (ii) la qualità ambientale dei siti di raccolta e di coltivazione, con particolare attenzione alla contaminazione da metalli e metalloidi e alla loro biodisponibilità; (iii) il bioaccumulo ed i rischi per la salute legati al consumo della vongola filippina nel mercato europeo; (iv) le risposte fisiologiche e biochimiche della specie in relazione agli inquinanti inorganici ed il suo possibile ruolo come bioindicatore; (v) l'impatto degli attrezzi da pesca sulla distribuzione e biodisponibilità degli inquinanti nei sedimenti lagunari. L'obiettivo finale di questa Ricerca multidisciplinare è volto ad identificare le migliori pratiche di gestione e favorire la tracciabilità e la sicurezza alimentare di un prodotto dall'elevato valore economico e commerciale, nell'ottica di un suo sfruttamento sostenibile.

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